Albo professionale

E’ possibile cancellarsi dall’albo, successivamente dovrà ripresentare domanda di reiscrizione prevedendo un nuovo pagamento della tassa governativa.

Deve aggiornare i dati sull’albo, compilando il modulo online, con le informazioni che sono cambiate.

Il logo dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Como è il simbolo identificativo della nostra Istituzione, utilizzato in tutti i documenti interni e in quelli destinati all’esterno. È prassi consolidata che il nostro Ordine conceda l’uso del logo grafico ai propri iscritti o a enti, associazioni, società, aziende esterne, in particolare regime di autorizzazione, per l’inserimento dello stesso nel materiale di comunicazione (locandine, programmi, brochure informative e simili sia cartacei, sia per la pubblicazione on-line) solo per gli eventi o le attività per i quali sia stato accordato un patrocinio gratuito. E’ fatto divieto l’uso del logo da parte dei singoli iscritti, o da enti e società esterne, per attività diverse da quelle esplicitamente autorizzate.

No, l’iscrizione all’albo decorre dalla data della delibera del Consiglio, che avverrà nella prima riunione di Consiglio utile dopo la presentazione della domanda.

No, è sufficiente l’autocertificazione nella domanda di iscrizione.

Non è possibile, per l’iscrizione dobbiamo ricevere la domanda e gli allegati in originale. Potrebbe spedirli con una raccomandata con ricevuta di ritorno.

Sì, è possibile iscriversi all’albo della provincia in cui si ha il domicilio professionale.  Ciò è previsto dalla legge 526/1999, all’art. 16: “per i cittadini degli Stati membri dell’Unione europea, ai fini dell’iscrizione o del mantenimento dell’iscrizione in albi, elenchi o registri, il domicilio professionale è equiparato alla residenza”.

Sì, per legge (DPR 328/2001) deve iscriversi all’Ordine Territoriale nella provincia di residenza o in cui ha il domicilio professionale.

La modulistica la può trovare nella pagina del sito www.ordingcomo.org nella sezione “modulistica” sottosezione “albo professionale”

Competenze professionali

Per la prestazione indicata non esiste un obbligo di iscrizione a un elenco o registro, né obblighi di anzianità minima. Il professionista potrà coscientemente operare nei campi di propria competenza, ferme restando tutte le responsabilità civili e penali che derivano dal lavoro svolto, compreso l’obbligo di dotarsi di una adeguata polizza professionale.

Per le risposte a questo ricorrente quesito si può fare riferimento alla pubblicazione Le competenze professionali degli ingegneri iuniores del Centro Studi del CNI, aggiornata a luglio 2008. Ne riproduciamo qui alcune parti.

Accanto al supporto alle attività degli ingegneri, il DPR n. 328/2001 attribuisce agli ingegneri iuniores la competenza all’esercizio di alcune attività autonome di progettazione, direzione dei lavori, stima e/o collaudo. Fra queste attività sono comprese:

1) per l’ingegneria civile e ambientale, la progettazione, la direzione dei lavori, la vigilanza, la contabilità e la liquidazione relative a costruzioni civili semplici, con l’uso di metodologie standardizzate (art. 46, 3º comma, lett. a, n. 2), nonché i rilievi diretti e strumentali sull’edilizia attuale e storica e i rilievi geometrici di qualsiasi natura (art. 46, 3º comma, lett. a, n. 3).

Nello svolgimento di queste attività di propria competenza, per tutti i settori, l’ingegnere iunior deve fare necessariamente riferimento all’uso di “metodologie standardizzate”. In questo modo si stabilisce (al di fuori di quanto previsto dalla legge per l’individuazione puntuale delle relative attribuzioni) il confine fra l’ambito di competenza dell’ingegnere e quello dell’ingegnere iunior: il primo è autorizzato dalla legge – a prescindere dal tipo di attività posta in essere, ad impiegare metodologie innovative, presupponendo in capo al professionista una preparazione adeguata a tal fine. Il secondo, invece, nelle attività che gli competono, può solo ricorrere all’utilizzo di metodologie standardizzate, ossia già applicate in un elevato numero di casi precedenti e, pertanto, di uso corrente.

Per metodologia (o procedura) standardizzata deve intendersi l’applicazione di un insieme di regole (siano esse tecniche, metodologiche, pratiche o giuridiche) comunemente usate per l’espletamento di attivita analoghe a quelle trattate dal professionista, e dallo stesso uniformemente adottate per l’espletamento della sua prestazione. Detto criterio deriva dalla giusta considerazione che il discostarsi dalla prassi consolidata (standardizzata) per percorrere vie alternative presuppone il possesso di conoscenze di cui solo il laureato specialistico (e quindi l’ingegnere) è ritenuto titolare, in virtù del proprio curriculum di studi.

In proposito, va ricordato il costante orientamento giurisprudenziale secondo il quale le norme che regolano l’esercizio delle attività professionali e relativi i limiti sono dettate “…non tanto a tutela dei titoli accademici degli appartenenti ai diversi Ordini, ma essenzialmente per assicurare che la compilazione dei progetti e la direzione dei lavori siano affidati a chi abbia adeguata preparazione, e ciò a salvaguardia per l’incolumità delle persone e dell’economia pubblica”.

È ovvio che nell’utilizzo delle metodologie standardizzate, la competenza dell’ingegnere iunior è di ordine concorrente e non esclusiva rispetto a quella dell’ingegnere: quest’ultimo, infatti, ha sicuramente competenza anche per le attività da svolgere con metodologia standardizzata, mentre, come si e visto, l’ingegnere iunior non può esercitare attività che richiedano l’uso di metodologie innovative.

Oltre a tale criterio generale, la competenza propria dell’ingegnere iunior incontra ulteriori limitazioni, che variano a seconda del settore di intervento e, pertanto, devono essere distintamente esaminate.

Deontologia professionale

In questo caso, il codice deontologico approvato nel 2014 dal Consiglio dell’Ordine Ingegneri della provincia di Como, indica che:

10.6) L’ingegnere che sia chiamato a subentrare in un incarico già affidato ad altri potrà accettarlo solo dopo che il committente abbia comunicato ai primi incaricati la revoca dell’incarico per iscritto; dovrà inoltre informare per iscritto i professionisti a cui subentra e il Consiglio dell’Ordine, nel caso si ravvisi un comportamento sleale.

10.7) In caso di subentro ad altri professionisti in un incarico l’ingegnere subentrante deve fare in modo di non arrecare danni alla committenza ed al collega a cui subentra.

Previdenza

No, perché la quota dovuta ad InarCassa è calcolata in dodicesimi. Se mi iscrivo – per esempio – a settembre, dovrò versare solo 4/12 della cifra corrispondente ad un anno.

Non dovrà più versare i contributi previdenziali a InarCassa e i contributi versati fino a quel momento potranno essere “ricongiunti” nel nuovo ente previdenziale (INPS, ad esempio).
Svolgo la libera professione ma sono anche dipendente a tempo indeterminato, con orario di lavoro inferiore al 50%. A quale ente previdenziale devo iscrivermi?
In questo caso è necessario essere iscritti solo alla Gestione separata INPS. Un dipendente, infatti, ha un contratto che gli garantisce la copertura previdenziale, mentre nell’esercizio della libera professione ha la partita IVA e gode di un’aliquota agevolata. I contributi versati non andranno direttamente all’INPS, ma alla Gestione separata, e sarà questo ente ad erogare la pensione.

Occorre avere meno di 35 anni di età al momento dell’iscrizione alla Cassa; il regime agevolato è valido per 5 anni.

Dal momento in cui viene in possesso dei tre requisiti (iscrizione all’Ordine, partita IVA, assenza di altro ente previdenziale) deve iscriversi all’InarCassa.
In ogni caso, è sempre possibile la totalizzazione, cioè il ricongiungimento non oneroso dei contributi previdenziali già versati ad altro ente previdenziale, al fine di ottenere un’unica carriera contributiva valida ai fini della pensione.
Inoltre, nel caso di passaggio ad InarCassa da un altro ente pensionistico (INPS, ad esempio) nel quale si era assoggettati ad un regime contributivo – pensione proporzionata a ciò che si è versato durante la vita lavorativa – con InarCassa si ha il vantaggio di andare in pensione con un regime retributivo, proporzionato cioè agli ultimi redditi prodotti in carriera. I contributi versati al vecchio ente previdenziale in regime contributivo saranno trasformati, mediante compensazione, in contributi validi per il regime retributivo di InarCassa

Deve iscriversi all’istituto di previdenza un ingegnere iscritto all’Ordine professionale che ha la partita IVA e non ha una posizione previdenziale obbligatoria aperta con altri istituti (INPS o altro).

  • F.A.Q.

    Al fine di rispondere a tutte le domande riguardanti la formazione permanente, è attivo il servizio di FAQ (Frequently Asked Questions).

    L’iscritto potrà inviare la richiesta a info@ordingcomo.org specificando la domanda e sarà fornita una risposta dedicata.

    Le domande di interesse comune saranno pubblicate sul sito, omettendo, per questioni di privacy, qualsiasi riferimento ai dati personali.